In Breve
- Qual è la posizione di Assobibe sulla Sugar Tax?
- Assobibe chiede l'abolizione della Sugar Tax, sostenendo che penalizza il settore e blocca investimenti.
- Quali sono gli impatti previsti dalla Sugar Tax secondo Assobibe?
- Si prevede un aumento del 28% della pressione fiscale e oltre 5.000 posti di lavoro a rischio.
- Quali sono i dati sul settore delle bevande analcoliche in Italia?
- Il settore occupa circa 84.000 persone e genera un valore di 5 miliardi di euro.
Assobibe, l’associazione che rappresenta il settore delle bevande analcoliche, ha lanciato un appello per l’abolizione della Sugar Tax, sostenendo che questa tassa non solo penalizza la crescita del comparto, ma blocca anche investimenti vitali e non incide sui trend di obesità e consumi di zucchero.
Giangiacomo Pierini, presidente di Assobibe, ha sottolineato che la Sugar Tax è stata introdotta nel 2019, ma è stata più volte annunciata e successivamente sospesa. Con i decreti attuativi pronti, l’avvio della tassa è previsto per gennaio 2027. Secondo l’associazione, la quota di investimenti in macchinari, processi e innovazione che potrebbero partire nel 2027 è stimata in circa 1 miliardo di euro, ma attualmente è bloccata in attesa di sviluppi normativi.
Il settore delle bevande analcoliche occupa circa 84.000 persone e genera un valore di 5 miliardi di euro. Inoltre, il 64% dei soci di Assobibe è costituito da piccole e medie imprese. Negli ultimi cinque anni, le esportazioni del settore sono aumentate del 120%. Dall’inizio del 2026, il comparto ha registrato una crescita del 3,7%, trainata dai mesi estivi (+6,7%), attribuita principalmente al turismo e alle ondate di caldo.
Secondo le stime di Assobibe, l’entrata in vigore della Sugar Tax comporterebbe un aumento medio del 28% della pressione fiscale per litro di soft drink, con una riduzione dell’attività e delle vendite del 16% annuo nel biennio successivo e oltre 5.000 posti di lavoro a rischio. Sul fronte fiscale, l’incasso stimato dalla Sugar Tax sarebbe di 270 milioni di euro, mentre il minor gettito IVA è valutato in 265 milioni.
Le imprese hanno segnalato che la misura arriva in un momento di forti aumenti dei costi energetici, delle materie prime e dei trasporti. Assobibe ha anche evidenziato l’impegno delle aziende per la salute pubblica: le vendite di bevande zuccherate sono diminuite del 27% negli ultimi dieci anni, e il contenuto di zucchero nelle bevande è stato ridotto del 44%. Inoltre, il settore contribuisce solo all’1% delle calorie totali assunte in Italia.
L’associazione ha ricordato i protocolli firmati con i ministeri della Salute e le pratiche adottate, come il divieto di vendita nelle scuole e l’assenza di marketing rivolto a minori di 13 anni. Per dimostrare l’inefficacia della tassa nel modificare i trend di obesità e consumi, Assobibe ha citato dati di paesi che hanno adottato misure simili, dove l’obesità è continuata a crescere e, in alcuni casi, anche i consumi complessivi di zucchero. Alcuni Stati europei, come la Danimarca, hanno successivamente fatto marcia indietro su tali misure.
La posizione di Assobibe è sostenuta da Confindustria, dal mondo agricolo, dalla grande distribuzione, dal commercio e dai sindacati. È previsto un convegno a Roma con esponenti dei vari partiti, che il presidente ha definito un’occasione per esporre le ragioni del settore con dati e numeri a supporto.

