In Breve
- Qual è l'obiettivo delle politiche di formazione continua nelle imprese italiane?
- Valorizzare le competenze di giovani e lavoratori senior per mantenere competitività e innovazione.
- Come possono le aziende favorire la convivenza generazionale?
- Agendo su incentivi diversi dai meccanismi retributivi automatici e introducendo strutture organizzative flessibili.
- Qual è il modello proposto per il passaggio di competenze?
- Il modello di 'staffetta delle competenze' condiziona gli incentivi alla strutturazione di passaggi di competenze tra lavoratori senior e junior.
Negli ultimi anni, le imprese italiane hanno iniziato a sperimentare politiche innovative per valorizzare le competenze di giovani e lavoratori senior. Questo approccio si traduce in un rafforzamento della formazione in ingresso, affiancata da un tutoraggio da parte di professionisti più esperti. L’obiettivo è duplice: preservare competenze specialistiche e accompagnare le transizioni professionali, mantenendo al contempo competitività e innovazione.
La scelta di investire in formazione continua è anche una risposta all’impossibilità economica di pensionamenti anticipati e alla necessità di adattare le organizzazioni aziendali a un mercato del lavoro in costante evoluzione. Le aziende stanno puntando sulla circolazione delle competenze tra generazioni, riconoscendo il valore di team intergenerazionali e pratiche di mentoring reciproco.
Tiziana Ferrari, direttore generale di Confindustria Emilia, ha sottolineato l’importanza di investire tempo ed energie nella formazione lungo tutte le leve aziendali. Questo è fondamentale per gestire l’allungamento della vita professionale e il necessario ricambio imprenditoriale. È evidente che il valore competitivo si costruisce non solo sul savoir-faire, ma anche sul savoir-être, ovvero sulla capacità di interagire e collaborare efficacemente.
Economisti e responsabili istituzionali hanno rimarcato la necessità di contrastare gli stereotipi legati all’età, valorizzando i lavoratori senior e sostenendo la produttività. Per favorire la convivenza generazionale nelle aziende, è stato proposto di agire su incentivi diversi dai meccanismi retributivi automatici e dalle prospettive di carriera interna rigide. Un approccio innovativo prevede l’introduzione dell’intelligenza artificiale per strutture organizzative più flessibili.
Tra le proposte avanzate c’è l’adozione di un modello di “staffetta delle competenze”, che condiziona gli incentivi alla strutturazione di passaggi di competenze tra lavoratori senior e junior. Le imprese che investono in age management possono ottenere ritorni significativi in termini di produttività. Tuttavia, per rendere queste pratiche diffuse e sostenibili, è necessario un quadro normativo e politiche pubbliche di supporto.
In conclusione, la formazione continua e lo scambio di competenze tra giovani e senior rappresentano una strategia vincente per le imprese italiane, che possono così affrontare le sfide del mercato del lavoro con maggiore resilienza e innovazione.

