In Breve
- Qual è l'andamento dell'inflazione in Italia ad agosto 2026?
- L'inflazione è aumentata, portando il PIL a rischiare un rallentamento vicino allo zero.
- Quali misure si propongono per sostenere il potere d'acquisto?
- Si suggerisce di intervenire sulla tredicesima e sulla tassazione dei salari più bassi.
- Come si può migliorare la politica energetica in Italia?
- È necessario lavorare sulle raffinerie, liberalizzare il mercato e promuovere fonti energetiche alternative.
L’inflazione in Italia ha registrato un significativo aumento ad agosto 2026, portando con sé il rischio che la crescita del Prodotto Interno Lordo (PIL) possa rallentare fino a livelli prossimi allo zero. Questo incremento è principalmente attribuibile ai rincari nei settori dell’energia, dei carburanti e dei trasporti, che hanno un impatto diretto su famiglie e imprese, alimentando così le aspettative di un continuo aumento dei prezzi.
In un contesto di risorse pubbliche limitate, la priorità per il governo è quella di difendere il potere d’acquisto delle famiglie e stimolare la crescita economica. Nel breve termine, la proroga delle misure sulle accise ha fornito un sollievo temporaneo, ma è considerata uno strumento dalle “gambe corte”, poiché offre un beneficio indifferenziato e non affronta le aspettative a lungo termine.
Per concentrare gli interventi sulle fasce più vulnerabili della popolazione, si suggerisce di destinare le risorse disponibili alla tutela del potere d’acquisto, intervenendo sulla tredicesima e sulla tassazione dei salari più bassi. Inoltre, è fondamentale ridurre la fiscalità per le piccole imprese, che sono spesso le più colpite da un ambiente economico instabile.
Guardando al medio e lungo termine, è necessario adottare una politica energetica più strutturata. Ciò implica lavorare sulle capacità delle raffinerie, liberalizzare il mercato energetico, rafforzare il controllo sui prezzi e promuovere fonti energetiche alternative, inclusa l’energia nucleare, per aumentare l’autonomia energetica del Paese.
Per sostenere la crescita, oltre all’uso delle risorse pubbliche, è cruciale mobilitare anche il risparmio privato. Attualmente, in Italia, ci sono circa 6.400 miliardi di euro di risorse finanziarie delle famiglie che potrebbero essere dirette verso l’economia reale, attraverso il finanziamento di imprese e progetti infrastrutturali, evitando al contempo investimenti rischiosi.
Infine, l’uscita dalla procedura europea per deficit eccessivo rappresenterebbe un segnale di disciplina di bilancio, con effetti positivi sui mercati e sulla capacità di destinare risorse alla crescita, piuttosto che al servizio del debito.

